MEA CULPA _ a cura di Antonella Marino

Peccato, colpa, senso di colpa. Una ricca letteratura accompagna il racconto di questi tre stati interconnessi, tra filosofia, religione e psicoanalisi. .Dalla nozione originaria e arcaica del peccato, collegata all’ idea di impurità e dunque alla sessualità e al sangue, si passa alla centralità del concetto nella teologia cristiana, come trasgressione della volontà di Dio che si relaziona all’atto penitente della confessione. In tempi più recenti sarà poi Freud a riportare il tema nella sfera laica di una psicologia privata ma anche collettiva, cercando di individuare la radice universale del senso di colpa.
Il “Mea culpa” che ora fanno Mariantonietta Bagliato,Claudia Giordano e Bice Perrini tiene conto di queste riflessioni e ne restituisce possibili interpretazioni allestendo un rituale creativo di analisi, purificazione e punizione in cui si mescolano ironia, gioco e denuncia. La lettura della Bagliato è di tipo psico-esistenziale: affronta il problema della costruzione di un’identità aperta, alla ricerca di un sè multiplo e in divenire. Sette specchi, di sette colori diversi che si accordano ai toni delle stoffe di altrettanti indumenti appesi nella parte inferiore, rimandano infatti la nostra effige inquadrata da grandi occhi dipinti, in un pirandelliano e ambiguo simulacro in cui siamo uno nessuno o centomila.
E’ la coppia invece, quale nucleo affettivo ma anche polo di tensioni irrisolte, il soggetto dell’installazione di Claudia Giordano. Due eleganti personaggi senza volto a grandezza reale, sospesi dall’alto come manichini mutili dove la veste esalta la sua qualità di corpo vuoto, sembrano qui scaricare uno sull’altro le reciproche colpe. A rivelarlo è l’alternarsi delle loro ombre metalliche., che si proiettano sul pavimento come inquietanti e minacciose macchie nere ottenute piantando sul pavimento grossi chiodi, simbolici arnesi della Passione.
Gli stessi chiodi che Bice Perrini moltiplica su piccoli riquadri ad acquarello insieme ad altre icone della sofferenza come spilli, ossa, croci. Per terra un grande tappeto tessuto da donne nepalesi riporta per contrasto un fashion kit firmato della vanità femminile, altra faccia della medaglia, effimera e mediatica, del peccato. Mentre altrove eteree ali d’angelo, un teatrino di boccette bianche e liquido rosso e una piccante tenda-rosaio di peperoncini, ci accolgono in un scanzonato rito di espiazione, a cui il visitatore è invitato a partecipare con l’offerta conviviale di pane, vino, sale e zucchero di canna e l’esortazione a scrivere i propri peccati su bigliettini di carta, che poi saranno bruciati…
Antonella Marino

Mariantonietta Bagliato
macchina attoriale - 2007

Claudia Giordano
Consolate la mia carne - 2007

Bice Perrini
senza titolo - 2007

Bice Perrini

Bice Perrini
peccato: dal greco amartano, mancare il bersaglio, sbagliare strada - 2007

foto performance 07/09/2007
Links
del.icio.us
digg
technorati
blinklist
furl
reddit
Trackback
- There are currently no trackbacks for this item.
- Use this TrackBack url to ping this item (right-click, copy link target). If your blog does not support Trackbacks you can manually add your trackback by using this form.
Esporta:
- Stampa [print]
- Feed con commenti:

Aggiungi un commento:
Comments must be approved before being published. Thank you!
